Perché non useremo Slack, e continueremo ad usare Flowdock

Fa parte del nostro compito stare attenti al mondo delle startup e sarebbe strano ignorare il fenomeno Slack. Già prima del suo boom, usavamo e sognavamo su Flowdock e non passa mese in cui qualche collaboratore, amico o startupparo di turno, ci rivolga la fatidica domanda: perché non usate Slack?
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Fino a qualche tempo fa era semplice rispondere: no threads, no Slack!. Poi, dopo due anni di pura mitologia sull'argomento, arrivò l'annuncio ufficiale di questa funzionalità, e tutto cambiò: gente a fare prove, richieste di migrazione triplicate… sembrava fosse arrivato il fatidico momento X in cui abbandonare il buon vecchio Flowdock. In uno dei tanti post sul tema ho letto:

The Unexpected Design Challenge Behind Slack’s New Threaded Conversations: for years, Slack has known that people wanted discussions to appear in clusters. It just wanted to do it right rather than do it quickly. (Fast Company)

Beh, se il risultato è quello che oggi vediamo, tanto valeva farli velocemente questi thread! L'usabilità è davvero scarsa se comparata a ciò a cui siamo abituati, nonostante i raggruppamenti di Flowdock siano un mistero per gli utenti di primo pelo; ma una volta compreso l'unico click necessario, il gioco è fatto, semplice, veloce, utile, usatissimo quotidianamente. Usare i thread su Slack, per me è un po’ come fare un Cubo di Rubik: inizio, completo la prima faccia, sto per fare anche la seconda, nel frattempo ho perso la logica su cui stavo costruendo il lavoro, abbandono il primo colore e tutto va a schifio!

Deluso, decisi di aspettare un'eventuale redesign. In mancanza della scusa principale, ho dovuto continuare a respingere con fermezza gli hipster-attacchi di chi voleva convincermi alla migrazione totale. Poi, qualche settimana fa, è successo qualcosa che mi ha turbato: dopo secoli di inattività da parte degli sviluppatori Flowdock, esce un aggiornamento a dir poco scandaloso: nonostante le migliaia di richieste da parte degli utenti di alcune funzionalità importanti, la CA rilascia un orgogliosissimo restyle del logo, cambiando i colorini dei background e fregandosene altamente delle millenarie richieste. Un affronto per molti, che mi ha portato per la prima volta a scrivere in polemica sul loro forum (cosa che non ho mai fatto in vita mia) e a dubitare seriamente di questo strumento.

1460 requests from 2011, planned on 2013… still waiting…

Vuoi vedere che è arrivato il momento di Slack?

Il dubbio si insinua nel cervello come un tarlo, invisibile e impertinente, non ti accorgi bene di cosa accade e basta un attimo per perdere il controllo… un banale input dall'ennesimo che ti consiglia di passare a Slack perché a Londra lo usano tutti, suggerendo la killer feature, proprio quella che ti serve in quel momento, per ritrovarti a dire: Basta! Via, ora si migra!

Forse, prima di farsi prendere dai facili entusiasmi, era necessario fare un test, prendersi due appunti, cercare di capire le reali differenze ecc. Così è nato questo post, anche se in Italia non conosco nessun altro che usi Flowdock. Per una volta sarò io l'evangelista alternativo! :)

Mi sono convinto che andare ad intuito per via di un tarlo, non era una buona idea. Mi sono messo quindi a fare una tabella comparativa, per capire cosa uso da una parte, cosa mi offre l'altra. Riporto la tabella così come è venuta fuori:

FLOWDOCK SLACK
PIANO FREE
Limite di utenti 5 unlimited
Ricerche nel passato unlimited max 10.000 items
Integrazioni unlimited max 10
App nativa
Chat 1-to-1
Chat con gruppi -
Ricerca testo in chat 1-to-1 -
File storage unlimited max 5 Gb
Audio Call -
Video call -
integrazioni a pagamento -
Threads
Google Apps OAuth -
Threads in chat private -
Integrazioni e thread separati dal flow principale -
Scrivere a “sè stessi” come board draft -
PAGAMENTO
Screen share -
Integrazioni illimitate
Ricerca illimitata
Accesso Guest -
Google Oauth
Limite Storage unlimited 10 GB
Custom profile -
Notification groups personalizzati (es @devs @designers) -
Ricerca avanzata con campi from, in, has, after date, before date ecc -
Filtri su ricerca -

Beh, da questo punto di vista Slack vince su tutta la linea!

Primi passi

Sono partito in quarta e ho creato l'organizzazione Cantiere cercando di clonare in Slack la struttura dei nostri flow. Ma il ginepraio della logica di login, differenziato tra le organizzazioni a cui ero iscritto, mi ha fatto subito dubitare del mio dubbio!

Il disorientamento iniziale è stato totale: cosa è questo canale #general? Come lo cancello? O quantomeno come lo rinomino? Niente, non si può… ne puoi fare altri 600, ma questo te lo tieni così. E lo stesso vale per il canale #random! Perché mai non li vuoi? Va bene, non mi piacciono ma ci posso convivere… Posso almeno riordinare i canali o nascondere quelli che non mi interessano? Certo che no, razza di ingrato rompipalle!

Ho creato dei canali privati, abitudine acquisita su Flowdock; ci permette di invitare dei clienti senza che possano accedere alle nostre stanze interne. Scopro però che nei miei canali preferiti (#general e #random), ci finiscono tutti gli utenti invitati, senza possibilità di scelta. Questo significa che attraverso quei canali, tutti vedono tutti. Ma attenzione, facendo le dovute ricerche, scopro che su Slack è possibile creare degli utenti guest che vedono solo il channel a cui sono invitati. Vedi fico Slack! Loro sì che ci sanno fare, devo solo scoprire come si fanno le cose!

A questo punto devo tornare sui miei passi e convertire i canali privati per renderli pubblici… povero illuso, lo chiedono in tanti da almeno 4 anni, e ci sembra una buona idea da prendere in considerazione… ma non lo faremo. Leggo quindi il trick più gettonato: rinominare il canale privato, crearne uno nuovo col vecchio nome e ta daaaam! Ecco il canale pubblico che volevi!. Peccato che nel frattempo tutta la history, le integrazioni e i setup sono persi, mentre il vecchio inutile canale — ormai rinominato in un --OLD qualunque — ti rimane lì vita natural durante senza poterlo cancellare.

Integrazioni app di terze parti

Usiamo molto le integrazioni: Pivotal tracker, Trello, Email per canale, Git, Rollbar, Gitlab, Bitbucket. Sono quindi andato a cercare subito queste app. Non sento esigenze di avere altre integrazioni, ma su Slack potrei scoprire mondi bellissimi, se addirittura sono a pagamento.

Dopo un un machiavellico giro interplanetario tra schermate, permessi e setup, integro Trello. Hey, un momento: non mi fa vedere ciò che faccio sulle mie board… perché? Cosa ho sbagliato? Aaaah, ho capito! Posso creare le card da dentro la chat! Super figo… ne creo subito due, poi imposto una label.

Questa è la grande differenza: se su Flowdock le integrazioni si limitano ad essere uno stream di notifiche, in Slack abbiamo vere e proprie interazioni. Dopodiché? Devo aprire Trello per spostare la card nel posto giusto e per vederle integralmente.

Non voglio usare Trello dentro Slack. Voglio usare Trello, punto. Se qualcosa accade su Trello, voglio una notifica in chat, semplicemente perché le notifiche email non le leggo e in chat sono più comode!

Ecco però che laddove riesco ad impostare solo un mero stream, questo avviene sulla parte centrale del canale, a differenza di Flowdock che mette le notifiche sulla barra laterale. Un rumore orribile in mezzo a discorsi tra umani. Fu uno dei motivi per cui molti anni fa abbandonai HipChat. Il consiglio di chi usa Slack è quello di creare un canale dedicato alle notifiche; se già nella sidebar si seguono così e così, su un canale dedicato ai movimenti delle storie di pivotal, non ci entrerei manco morto! A quel punto andrei su Pivotal!

Perché avere una sidebar vuota e tanto rumore nel mezzo?

Inoltre Flowdock, su una notifica pushata da una app nella sidebar o un aggiornamento RSS/email interessante, permette di iniziare una discussione (in thread!) su quell'argomento; è una cosa maledettamente utile nel momento in cui ti serve.

Su Flowdock, le notifiche e la chat scorrono su due binari paralleli e indipendenti

I costi

Il nostro Flowdock in Cantiere tra collaboratori, clienti e fornitori, vede uno schieramento di 35 utenti, più o meno attivi. Questo genera una fattura mensile di €93 (€1116/anno). Per il medesimo team, al costo di €7,50 ad utente/mese, Slack aumenterebbe la nostra spesa mensile a €270 (€3240/anno). Un aumento del 290% che, al di là del totale, che può sempre risultare sostenibile, deve essere giustificato.

C’è da dire che Slack sostiene di fare controlli giornalieri sul comportamento degli utenti e di scalare il costo degli inattivi per un certo tempo, rendendo il valore sotto forma di credito per il mese successivo. Si andrebbe a risparmiare sicuramente qualcosa, ma non c'è modo di fare un calcolo in anticipo.

Inoltre ho scoperto che moltissime integrazioni di terze parti, quelle forse più interessanti, aggiungono a loro volta un costo mensile ad utente. Non ho preso in considerazione questo aspetto in questa valutazione.

Alcuni sostengono “fregatene e usa il piano free, ha gli utenti illimitati”.

Quali sono quindi i limiti inaccettabili per un piano free?

  • La ricerca nel tempo. La userai tre volte l'anno, ma quelle tre volte ti salva davvero.
  • L'utilizzo di screenhero è il motivo per cui ho preso in considerazione la migrazione, e questo lo si usa solo nei piani a pagamento, quindi mi serve.
  • Non poter avere utenti guest.
  • La ricerca troppo breve e i Gb di file storage, sono limiti importanti.

E Flowdock?

Viene criticato per il suo look & feel, ma mi sono abituato e non lo trovo così terribile. A fronte della UI poco accattivante, la UX è decisamente superiore a Slack. Ha delle mancanze gigantesche in termini di features e faccio fatica a capire i motivi di questo disinteresse da parte di CA:

  • La ricerca sulle chat 1-to-1
  • Una app mobile decente
  • La ricerca avanzata, per utente o per range di date
  • La possibilità di fare raggruppamenti per le @mention, ovvero potendo definire gruppi custom tipo @devs, e agganciarvi delle persone, senza notificare il resto del team
  • Avere un @here per notificare solo gli utenti connessi al momento

Poi ci sono mancanze minori, cose che Slack fa e che sarebbero divertenti da avere:

I remind, durante la giornata sarebbero utili per sé e per gli altri
La possibilità di fare reactions sommabili con le emojii, dei veri e propri polling
La possibilità di mettere la spunta ai messaggi importanti e tenerli in risalto sul canale

In sintesi

Slack è ottimo per le community molto numerose, che devono parlare di argomenti generici, avere molti canali, molti utenti ed essere free. Lo sto provando con alcune associazioni, conferenze e community. Non lo trovo però adeguato ad un ambiente in cui è prioritaria la comunicazione in funzione della produttività, come in un'agenzia o una startup.

Flowdock è utile al 90% per la produttività, ma gli manca quel 10% di amenità che lo renderebbero perfetto. Slack è super figo per il 10% di amenità, ma gli manca un sacco di cose per essere utile nella produttività, che è il 90% dell'uso di uno strumento come questo.

Per tutti questi motivi, almeno per il momento, non migreremo a Slack. Non che questo possa interessare particolarmente qualcuno, ma potrebbe risultare utile avere uno spunto in più per la scelta di una piattaforma di chat, che comunque, vale la pena avere, in quasi tutti i contesti.

Rimane irrisolta, per quel che mi riguarda, la questione che è emersa prepotentemente prima e durante questo studio: come mai questi prodotti, che hanno un mercato attivo importante, con colossi alle spalle, che hanno somme spropositate di funding, continuano a fare orecchi da mercante lato sviluppo investendo nel customer-care per anni e rispondendo “bella idea, lo faremo!” a fronte di migliaia di richieste e utenti?

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