DatoCMS + HardyPress: viaggio alla scoperta del magico mondo dei SaaS

In Cantiere abbiamo per lungo tempo accarezzato il sogno di poterci dedicare ad un nostro prodotto. Forse ce l’abbiamo fatta. Circa due anni fa siamo partiti in sordina rilasciando DatoCMS, un headless CMS dedicato al mondo dei siti statici, e un mese fa è iniziata una nuova avventura con HardyPress, che cerca di mettere una pezza ai problemi di sicurezza e performance su WordPress.
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Il buon vecchio Matteo Papadopoulos ed il sottoscritto si sono per anni lasciati ispirare dalla filosofia e dalle modalità operative di Thoughbot per tracciare il futuro di Cantiere.

In una frase: un'azienda quanto più trasparente possibile, developer-centered, che partecipasse attivamente a talk ed eventi di formazione, che ricercasse qualità nel lavoro, nei clienti e nella vita delle persone, in grado di trovare il tempo per rilasciare progetti open-source e condividere all'esterno insights sul nostro mondo.

Per quanto un confronto diretto sia ridicolo in termini di dimensioni, nel nostro piccolo possiamo dire di essere riusciti a posizionare più di un tassello in ciascuna di queste direzioni, e la cosa mi rende estremamente soddisfatto a livello personale, anche considerando le difficoltà derivate dal doversi muovere in un contesto italiano, non particolarmente supportive, diciamo.

È sempre mancato un pezzo al puzzle però, ed un pezzo particolarmente importante: la creazione di prodotti in-house. Sono fermamente convinto del fatto che il livello di qualità ed esperienza che un'agenzia web può arrivare a conquistare negli anni abbia come naturale evoluzione la creazione di un prodotto proprio, sul quale poter esprimere appieno, e continuativamente, le proprie capacità.

I vantaggi di lavorare su un prodotto

Il lavoro d'agenzia, per sua natura, è frammentato, irregolare, a “spike”: di fatto conduce ad una strategia operativa focalizzata a reagire, più che ad agire strategicamente con uno sguardo al medio-lungo periodo. Per quanto si possa lavorare sulla programmazione delle commesse, è difficile raggiungere una visibilità a più di 4-5 mesi. Ogni lavoratore di un'agenzia è abituato a cambiare contesto, e sa che nel proprio impegno su un progetto c'è un termine, una data di scadenza. Non vuole esserci connotazione negativa in questa considerazione: a seconda della naturale inclinazione personale, questo aspetto può essere più che positivo. Cambiare contesto e dominio spesso può regalare carica e linfa vitale.

Ciò che sicuramente è negativo è il flusso di cassa piuttosto randomico che ne deriva. E le pratiche di pagamento fatture in Italia non aiutano particolarmente. Un prodotto consente senza dubbio maggiore predicibilità, pagamenti upfront, più tranquillità nel poter mettere a budget investimenti e maggiori potenzialità di scalabilità nel lungo periodo.

DatoCMS

La prima versione di DatoCMS è nata in circa 100 ore di sviluppo come strumento interno per realizzare in tempo breve siti vetrina statici. Avremmo potuto mantenerlo tale, ma ci piaceva tanto, ci aveva effettivamente risolto un enorme problema e l'alternativa esistente all'epoca (Contentful) aveva dei piani di pricing esagerati e nessuna integrazione specifica sui siti statici. Forse il nostro tool interno avrebbe potuto avere senso anche per qualcun altro, là fuori nell'Internets?

Risale a quasi due anni fa il primo lancio alpha di DatoCMS, il nostro primo tentativo in questa direzione. In questi due anni sono state spese altre 800 ore di sviluppo, ed altre 150 ore in documentazione e supporto ai clienti. Abbiamo speso zero euro in marketing, lavorando unicamente sul SEO del sito con una serie di landing pages ottimizzate su parole chiave relative al mondo dei siti statici: uno dei benefici di scegliere una nicchia di mercato è che se risolvi un problema sentito, gli utenti arrivano automaticamente a te.

Dopo un periodo di circa 6 mesi di utilizzo totalmente free, che ci ha permesso di validare l'effettivo interesse da parte del mercato, abbiamo finalmente rilasciato i primi piani a pagamento. La gioia nel vedere i primi clienti paganti è stata insuperabile. Ad oggi ci attestiamo ad un MRR di 900€, una crescita lineare di circa 200-300€/mese, 200 siti attivi che sfruttano DatoCMS quotidianamente, 80 dei quali su piani a pagamento. Ogni giorno vengono effettuate circa 500 azioni di pubblicazione.

In mezzo c'è stato un lancio su Product Hunt, andato oltre ogni più rosea aspettativa. Siamo arrivati, lentamente e senza mai accollarci investimenti eccessivi, seguendo i desideri e le richieste degli utenti ad un prodotto completo, che richiede un bassissimo effort in termini di supporto quotidiano.

DatoCMS è di fatto diventata una delle alternative generalmente riconosciute e citate per risolvere il problema di agganciare un CMS ad un sito statico.

Abbiamo valutato più di una volta la possibilità di aumentare lo sforzo su questo progetto, magari attraverso un round di finanziamenti esterni: siamo arrivati alla conclusione che non è il caso, almeno non in questo momento. Ci piace l'idea di continuare su questa strada di lenta e progressiva scoperta e crescita organica, ci sembra la scelta più coerente con la tipologia di prodotto e la sua natura estremamente verticale e specifica.

Sperimenteremo il percorso alternativo, quello dei finanziamenti esterni, con un secondo progetto: HardyPress. Ma questo è un'altro capitolo.

HardyPress

Il progetto HardyPress è partito da una contaminazione d'idee, e la cosa è fonte di estrema gioia per me. Non ci fosse stato DatoCMS, probabilmente HardyPress non sarebbe nato. Claudio Benvenuti, ai tempi sviluppatore in Cantiere, guardando il nostro DatoCMS, si è posto una domanda apparentemente ingenua: ma se si potessero ottenere su WordPress i benefici in termini di performance e sicurezza di un sito statico?

Lancia in resta, nel tempo libero, il nostro eroe è partito a lavorare. Nel giro di un paio di mesi ci ha mostrato il risultato delle sue forsennate notti di coding serale: un'applicazione Rails in grado di far girare WordPress su container Docker. WordPress poteva rimaneva acceso solo per la durata dell'editing dei contenuti su un dominio “nascosto”. Al termine delle operazioni di modifica al sito, si poteva richiedere direttamente dall'interfaccia WordPress la staticizzazione del frontend e pubblicare il risultato su un bucket S3.

Tutto bellissimo, ma il cliente medio WordPress avrebbe mai accettato il fatto di dover accedere ad un sistema di terze parti per attivare la sua installazione WordPress? Il vecchio Claudio in realtà aveva già pensato anche a questo problema: reverse-engineerizzando il meccanismo di hashing col quale WordPress salva le password dei propri utenti su database, aveva realizzato un panello di login su Rails in tutto e per tutto simile a quello di WordPress, che autenticava l'editor e attivava in automatico il container Docker, loggando l'utente su WordPress in maniera del tutto trasparente.

Tanto semplice quanto geniale. Sporco, brutto, a zappate come solo Claudio sa fare, ma funzionava. E ci è piaciuto un sacco. Nessuna necessità di aggiornamento di Wordpress o dei suoi plugin, zero mantenimento, zero problematiche di sicurezza, performance del sito finale da sito statico. E nessuno ci aveva ancora pensato, apparentemente. Wow… possibile?

Il potenziale dell'idea era grossa, Claudio era più che convinto di doverci lavorare full-time e noi sapevamo di avere davanti una delle rare persone con la giusta determinazione per arrivare ad un risultato. Dopo qualche mese di dubbi amletici sul da farsi e come organizzarci, abbiamo deciso di partecipare all'impresa.

Eravamo tutti coscienti del fatto che HardyPress sarebbe stato un progetto che avrebbe necessitato di investimenti consistenti; non si trattava più di una nicchia di mercato à la DatoCMS e c'erano da risolvere ancora una lista infinita di problematiche legate all'eterogeneità dell'ambiente WordPress: come gestire le submission dei form di contatto? E la ricerca? E come promuovere un prodotto, quando la keyword “hosting wordpress” si aggira intorno ai 4€ a click? Come scalare un'infrastruttura di questo genere e renderla cost-effective?

A maggio abbiamo sottomesso il progetto ad Hubble, l'acceleratore di Nana Bianca. Senza aspettative, più come smoke-test e cartina tornasole di un possibile interesse esterno che come effettiva strategia risolutrice dei nostri problemi. Sorprendentemente, tra le oltre 250 submission ricevute, eravamo tra le quattro startup selezionate.

Il progetto è piaciuto molto ed i founder di Nana Bianca sapevano di avere competenze e ganci commerciali da poter spendere in questo contesto. Nel giro di 48h abbiamo deciso di accettare l'offerta. Il programma di accelerazione è partito da un mese e mezzo circa, ed il vostro affezionatissimo e Claudio stanno attualmente lavorando come forsennati per finalizzare un primo lancio pubblico. Maggiori news e approfondimenti arriveranno quanto prima, so stay tuned :) Intanto puoi dare un occhio al sito di HardyPress per avere un'idea più precisa del prodotto.

Wrapping up

In questi due anni ho deciso, in veste di socio e supportato da tutta Cantiere, di buttarmi in prima linea e investendo la maggior parte del mio tempo lavorativo alla costruzione di prodotti SaaS, facendomi le ossa su temi per noi relativamente nuovi come business plan, funding, costruzione di piani di pricing sensati, supporto clienti, documentazione, modalità per ottenere feedback e metriche costruttive, strategie di acquisizione utenti, e chi più ne ha più ne metta.

L'obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad una sostenibilità economica che consenta, progressivamente, di spostare risorse interne verso questa differente tipologia di business, che potrebbe essere più funzionale per la nostra identità rispetto al lavoro d'agenzia. È presto per cantare vittoria, ma gli indicatori ad oggi ci dicono che, in un modo o un altro, ci sono buone speranze che questa visione si possa concretizzare.

Consiglio per altre agenzie web che hanno nel cassetto il sogno di un prodotto: iniziate a fare qualcosa di piccolo subito, senza aspettare congiunzioni astrali particolarmente favorevoli. Lavorare su DatoCMS, anche con un effort iniziale estremamente basso, ci ha permesso di ottenere progressivamente maggiore confidenza sulla possibilità di farcela e ci ha aperto opportunità su una moltitudine di fronti, compreso il fronte commerciale lato agenzia.

Forza!

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