Come utilizzare Classroom e gli altri strumenti Google per la didattica in remoto

In questi giorni lontano dall’ufficio, sto passando tanto tempo con la mia famiglia, in particolar modo ho la possibilità di osservare i comportamenti di mia figlia, il suo metodo di studio e come utilizza il computer, specialmente adesso che la didattica in remoto diventa fondamentale.
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La prima grande e bellissima sorpresa è che l'istituto scolastico di mia figlia sta utilizzando G Suite for Education, perciò ogni studente è in possesso di una mail all’interno del dominio della scuola e i professori interagiscono con gli studenti attraverso Classroom.
Classroom è uno strumento semplificato, di facile utilizzo, che permette agli insegnanti di gestire le attività dei corsi a tutti i livelli. Gli insegnanti possono usarlo per creare corsi (e quindi lezioni), assegnare compiti e voti, inviare feedback e tenere tutto sotto controllo, in un'unica applicazione.
Questo periodo di isolamento ha costretto i professori e gli studenti al suo uso intensivo, affiancandolo ad altri servizi offerti da Google come Calendar, Meet e documenti via Drive.
L’utilizzo asincrono delle comunicazioni avveniva fin da subito in modo efficace, con i professori che creavano lo spazio dedicato alla loro Materia e, mediante la sezione “Stream”, potevano fornire tutte le informazioni necessarie agli studenti.
Google Classroom aiuta i docenti ad organizzare le lezioni e assegnare i compiti per casa in maniera semplice

Il primo problema che ho individuato, ed è probabilmente condiviso da altre scuole, è la difficoltà nell’utilizzare gli strumenti di Google per la formazione frontale, mancando la formazione necessaria per costruire una metodologia efficace sia per gli studenti sia per i professori.
Attualmente la comunicazione tende a essere disordinata perché siamo stati tutti presi alla sprovvista, anche i professori, e ora i ragazzi vengono informati attraverso un mix eterogeneo di email, messaggi su WhatsApp, Stream di Classroom, chiamate su Google Meet ed eventi su Google Calendar non ben pianificati e praticamente mai ricorrenti.
Come dare ordine al caos, allora?

Gli strumenti per la didattica in remoto made in Google

Prima di tutto è bene capire quali strumenti Google ci mette a disposizione per la didattica in remoto.
  1. Google Classroom: Uno spazio virtuale in cui vengono condivisi annunci, materiale per le lezioni, compiti, file, video, immagini e collegamenti. Il professore può contrassegnare il lavoro e avere il controllo sui permessi degli studenti nel commentare o pubblicare.
  2. Google Classroom Stream: in sostanza una chatroom che consente agli studenti di pubblicare commenti e porre domande al docente. 
  3. Google Suite (ex Google Docs): una potente suite in cloud che offre la possibilità di creare documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni, non dissimili all’offerta del pacchetto Office di Microsoft.
  1. Google Meet (ex Hangout): una chat online in cui è possibile parlare con o senza video e una soluzione equipollente e Skype di Microsoft.

Metodo e routine

Se gli strumenti a disposizione della scuola sono tanti, potenti e adatti alla didattica in remoto, cosa si stava allora inceppando? In Cantiere Creativo lavoriamo da tanto tempo con un approccio remoto e con abbondante uso di comunicazioni asincrone, e se c’è una cosa che abbiamo imparato è che uno strumento non può risolvere niente senza il giusto approccio.
Con un buon metodo e una routine condivisa, è facile organizzare senza troppi sussulti tutta la formazione frontale, che alla fine è il cardine del percorso formativo.
Usando gli strumenti mostrati in precedenza, un docente potrebbe pianificare la formazione frontale e la programmazione delle lezioni in un modo intuitivo e soprattutto facilmente replicabile.
Usando la G Suite, il docente può:
  1. generare la classe tramite la gestione Contatti;
  2. pianificare tutte le lezioni della settimana in maniera ricorrente tramite il Calendario;
  3. creare un evento a calendario con data e ora della lezione, classe, link video (Meet di Google) e inviare in maniera automatica un promemoria 5 minuti prima di ogni lezione; 
  4. allegare eventualmente del materiale didattico all'evento o, ancor meglio, far riferimento allo Stream di Classroom;
  5. effettuare la lezione frontale tramite Meet e ricevere riscontri dagli alunni tramite la sua chat integrata;
  6. pianificare eventuali revisioni del lavoro svolto con gli alunni in sessioni private, per tutti gli studenti e in particolar modo per quelli con difficoltà di apprendimento.

Come impostare le lezioni frontali con Google Meet

La prima cosa che va comunicata agli studenti è la corretta gestione del video, del microfono e della Chat integrata, semplici regole chiare che aiutino a evitare confusione.
Per esempio, è importante che gli alunni disattivino le telecamere in Google Meet e che evitino l’uso del microfono se non esplicitamente richiesto dall’insegnante. In caso di domande, la classica “alzata di mano” si può tradurre con la chat integrata, utile dove scrivere per richiedere delucidazioni sulla lezione in corso.
Una buona idea è anche quella di creare una cartella dedicata su Classroom per la gestione dei compiti.
In merito a questo punto, conviene soffermarsi un attimo per parlare della gestione dei permessi su Drive, forse l’unico aspetto del processo non esattamente intuitivo.

Guida alla condivisione dei compiti coi docenti

Dopo aver concluso l’accesso alla web app Classroom, una volta arrivati sulla dashboard saranno visualizzate tutte le materie della classe.
Gli spazi sono divisi in materie della classe, gestite ognuna da un insegnante

Poniamo di dover studiare francese; clicchiamo sulla scheda della materia e ci ritroviamo così nello stream dedicato in cui il docente ci comunica i compiti da svolgere. 
Il docente può condividere i compiti da fare e le lezioni direttamente nello Stream della classe

Una volta effettuato il compito che ci è stato assegnato, dovremo condividere con il docente la nostra cartella Lavori del corso. 
Per poterlo fare bisogna accedere alla Cartella Drive del corso.
Da qui è possibile condividere la nostra cartella, dove caricheremo i lavori, con il professore. Basta aprire il menù a tendina e selezionare Condividi.
Dall’area dedicata alla condivisione potremo invitare il docente mediante il suo indirizzo di posta e cliccare il tasto Invia.
Una volta invitato,  comparirà accanto alla cartella un’icona con due persone vicine.
A questo punto non ci rimane che caricare il lavoro utilizzando il tasto Nuovo in alto a sinistra.
Successivamente, dal menù a tendina, bisogna selezionare Caricamento di file e scegliere il file con il compito da consegnare.
Una volta terminato il caricamento del file sulla dashboard verrà visualizzata l’anteprima.

Un piccolo sforzo per un momento complicato

Oltre alla G Suite, esistono tante altre soluzioni per la didattica in remoto che aiutano a mantenere continuità anche con le scuole chiuse. Con un po’ di studio del metodo e qualche giorno di naturali difficoltà, è possibile tornare a qualcosa che assomiglia molto alla normalità per quanto riguarda il percorso di studi.
E ne abbiamo tutti bisogno.
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