MyShindig, come un portale è diventato una community

Grazie al supporto di Cantiere Creativo e il framework Lean UX, MyShindig è riuscito a costruire una community affiatata invece di realizzare soltanto un semplice portale web.

Tempo di lettura: 6 minuti

Riepilogo

Nel corso di nove mesi abbiamo:
  • Definito una strategia
  • Condotto sessioni di User Research
  • Comprato traffico su landing page 
  • Organizzato eventi sul territorio
  • Sviluppato una piattaforma di eventi

Risultati

  • 29 eventi organizzati (in tre mesi dal lancio)
  • 2500 utenti
  • 80.000€ di fondi ottenuti dalla Regione

Cos'è MyShindig

MyShindig è un portale che propone avvenimenti particolari di nome “shindig”, vale a dire eventi non commerciali come una serata su un tetto, un garage o in piscina da un amico. Il portale permette agli organizzatori di creare l’evento e alle persone di parteciparvi.

L'incontro con Emanuele

Il giorno che Emanuele si è presentato in Cantiere Creativo ci è sembrato subito un ragazzo in gamba e, parlandoci, aveva tutte le carte per esserlo. Nel mondo delle startup infatti trovare ragazzi svegli e pieni di volontà è una buona cosa, ma trovarne con esperienza regressa nel mondo dell’imprenditoria web (magari anche con qualche fallimento alle spalle) è ottimo e anche raro.

I problemi della piattaforma

Emanuele, bussando alla nostra porta, veniva da due anni di lavoro full-time al proprio progetto, MyShindig, passando prima dall’acceleratore milanese SpeedMIUp, firmato Bocconi e poi dalla fiorentinissima Nana Bianca. Il portale, arrivato fra le nostre mani, non era messo tanto bene.

Prima di lavorare con voi la nostra piattaforma aveva gravi problemi di infrastruttura informatica e di sicurezza dati. Molte sezioni del sito non funzionavano e la user experience era pessima, così molti utenti abbandonavano e non riuscivamo a convertire.

Emanuele - CEO di MyShindig.events

Sfide

  • Creare un portale veloce, bello e user-friendly
  • Targettizzare gli utenti giusti
  • Creare una community che sia fidelizzata
  • Fare networking e branding sul territorio

Kick-off del lavoro

Abbiamo invitato Emanuele in sede e generato, tramite esercizi della metodologia Lean UX e Design Thinking, tutto il materiale che ci serviva per chiarire il target di utenza e la direzione strategica.

Questa sessione di lavoro è durata quattro ore e si è svolta in una stanza di lavoro munita di lavagnette, fogli A3, post-it e oggetti di cancelleria. Ecco alcuni output.

Materiale UX MyShindig

Le ipotesi

Questo è un ottimo inizio, serve a chiarirsi le idee ed a impostare il fondamento di una “macchina strategica”, oltre che di una progettazione user-centered, ma… sono soltanto ipotesi.

In questa fase del lavoro ipotizziamo che:

  • il nostro target di utenza siano gli organizzatori di eventi amatoriali;
  • i proprietari di location (dove fare eventi) siano i nostri potenziali generatori di revenue;
  • Milano e Firenze siano le nostre prime piazze.

I rischi

Durante il lavoro di Lean UX ci siamo chiesti:

Quali sono quelle criticità che, se vere, causerebbero il fallimento dell’intero progetto?

Le risposte riguardavano le location che avrebbero ospitato gli shindig (perché è lì che abbiamo ipotizzato di monetizzare).

Ecco le criticità che, se vere, ci fanno fallire:

  1. I proprietari delle location osservano che tramite noi non ricevono nessuna richiesta di affitto del locale
  2. Non ci sono abbastanza location in linea con lo stile degli shindig perché il business sia sostenibile
  3. Il sistema per contattare un proprietario di location è raggirabile
  4. Il proprietario di una location non è disposto a pagare una subscription

Beh, se questi sono i rischi occupiamocene subito.

Piccola parentesi

La metodologia Lean UX si fonda sull’abbattimento dei rischi imprenditoriali nel minor tempo possibile.

  • Esempio sbagliato: impiego due anni a sviluppare una piattaforma prima di sapere se l’utente la utilizzerebbe mai.
  • Esempio corretto: impiego tre settimane a costruire una landing page che simula (oppure svolge realmente) l’azione primaria che l’utente dovrebbe adottare all’interno della piattaforma, osservo quindi il suo comportamento.

Vediamo adesso il lavoro sui rischi.

1° esperimento: location, venite a noi!

In questa fase abbiamo creato una prima versione di MyShindig. Questa recitava in homepage la nostra mission (l’organizzazione di shindig), ma internamente presentava soltanto un indice di location (poche) che avevano già stretto accordi con noi.

MyShindig

La chiave di questo esperimento è il tempo di messa online.
Disegnato in: 12 ore.
Sviluppato in: 40 ore.
Nel giro di tre settimane siamo andati online.
E l’esperimento?
Emanuele (con il suo socio) ha impegnato un mese e mezzo di lavoro per contattare proprietari di location fra Firenze e Milano, prima via e-mail (mostrando il sito web), dopodiché incontrandoli di persona.
Risultati?
  • Abbiamo contattato all’incirca 50 location di persona.
  • Abbiamo stretto accordi con 20 location che sono finite sul nostro sito web.
Cosa abbiamo imparato dalle conversazioni?
  1. Che Firenze è una piazza più difficile di Milano.
  2. Che nessuno dei proprietari di location accetterebbe che MyShindig si prenda una commissione (ci aggirerebbero dopo il primo contatto).
  3. Almeno il 70% accetterebbe una subscription annuale.
E adesso?
È ora di indagare gli organizzatori di eventi:
  • Utilizzerebbero mai MyShindig?
  • Il nostro target sono davvero gli organizzatori alle prime armi?

2° esperimento: organizzatori, a noi!

Abbiamo creato una landing page per gli organizzatori di eventi e questa volta abbiamo aggiunto anche una passata di design:

MyShindig

A questo giro le pagine non ricevono visite solo tramite il passaparola, ma anche (e soprattutto) comprando traffico da Facebook.
Risultati?
  1. Abbiamo raccolto intorno alle 800 e-mail di organizzatori.
  2. Abbiamo ricevuto all’incirca 100 contatti tramite il chatbot di Intercom in basso a destra.
  3. Abbiamo iniziato delle partnership con alcuni organizzatori di Milano.
  4. Abbiamo organizzato 4 eventi brandizzati MyShindig sul territorio di Milano.
  5. Per ogni evento abbiamo raccolto le e-mail dei partecipanti.
Cosa abbiamo scoperto?
  1. Che il nostro target non sono gli organizzatori amatoriali ma i semi-professionisti.
  2. Che c’è molto interesse da parte degli organizzatori.
  3. Che gli organizzatori si aspettano che noi diamo visibilità ai loro eventi e non solo una piattaforma.
Questo secondo esperimento è stato pieno di belle sorprese. Oltre agli accordi con le location, adesso abbiamo alcune partnership e un buon numero di contatti di organizzatori e partecipanti. Inoltre abbiamo validato l’interesse e parlato direttamente con il nostro target, spesso incontrandolo di persona.
Adesso abbiamo tutte le carte in regola per creare la prima versione della piattaforma.

Esperimento 3: la piattaforma

I primi interrogativi sono venuti fuori subito:
  • Se lanciamo il portale vuoto di contenuti faremo brutta figura?
  • Quale sarà la nostra campagna di lancio?
Dopo una serie di incontri abbiamo definito la strategia per il lancio.
Prima dell’esistenza del portale:
  1. ci prendiamo carico dell’organizzazione logistica di alcuni eventi a Milano in via totalmente gratuita (fornisco la location, i gadget, gli artisti ecc.);
  2. creiamo un rapporto umano e di fiducia con l’organizzatore;
  3. utilizziamo Eventbrite per gestirgli l’evento.
Per il lancio:
  1. sposto tutti gli eventi gestiti fino a adesso su Eventbrite su MyShindig.
Così quando lancio la piattaforma ho già degli eventi attivi all’interno e anche traffico in entrata.
E così è andata. Un lavoro più lungo ma svolto al momento giusto e con le carte giuste:
MyShindig
MyShindig

Andiamo online a Luglio 2019 con 5 eventi già presenti e 4 in coda.
Da adesso in poi si lavora differentemente.

Sviluppo evolutivo

A questo punto abbiamo tutto quello che ci serve per dichiarare uno sviluppo evolutivo come si deve.
Cosa è avvenuto dalla messa online in poi?
Non tutti sanno che un sito si inizia realmente a progettare quando è già online. Emanuele sicuramente è uno dei pochi che lo ha capito.
Dalla messa online abbiamo:
  1. corretto e sviluppato nuove funzionalità basandoci soltanto sulle conversazioni con gli utenti;
  2. allargato il team di Emanuele, assumendo un responsabile marketing e un business developer;
  3. progettato nuove campagne adv con funnel specifici;
  4. ottenuto un finanziamento da 80.000€ da parte della Regione.
Quali sono i nostri obiettivi adesso?
  1. Ottimizzare il bacino di utenza per avere una community di reale valore.
  2. Progettare un piccolo sistema di monetizzazione.
  3. Continuare a sviluppare intorno ai desiderata degli utenti.

Conclusione

Un progetto Lean UX-based come MyShindig è molto raro da trovare. In media riceviamo un contatto ogni due giorni da parte di una startup e troviamo poche volte una persona con la maturità imprenditoriale adatta ad un percorso di questo tipo.
Chi lavora con un approccio Lean si concentra più sui risultati che sul prodotto e per questo non sa mai cosa lo aspetta, non ha le (false) sicurezze di una roadmap. Sa soltanto che deve collezionare valore e che lo deve fare velocemente, con piccoli esperimenti. Ovviamente conserva sempre una visione a lungo termine.
Emanuele oggi non ha solo un portale ed una community (che deve ancora crescere tanto) ma ha assorbito degli strumenti strategici ed è diventato un imprenditore lean.
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