Uffizi Decameron - Come la bellezza ci sta salvando dal contagio

Da tre anni abbiamo il privilegio di collaborare con la Galleria degli Uffizi, e vedere il sito web che abbiamo progetto insieme diventare una delle più complete realtà museali europee nella sfera digitale ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Ma quello che è successo in questa ultima settimana di chiusura per il contagio ha dello straordinario; oggi vi vogliamo raccontare una storia di tecnologia, ma soprattutto di vittoria della bellezza sull’isolamento.
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Il sito web degli Uffizi

Prima di parlarvi di cos’è successo negli scorsi giorni, dobbiamo fare un passo indietro per parlare della soluzione tecnologica sotto il cofano di quella splendida auto che è il sito web degli Uffizi.

La sfida di fronte al nostro team era quella di creare uno stack che riuscisse a gestire grandi volumi di traffico, al contempo sviluppando un CMS custom installato su server proprietari come da richiesta. Una soluzione solo dinamica avrebbe reso più complesso il mantenimento di tempi di risposta accettabili, specialmente da luoghi nel mondo fisicamente lontani dalle macchine, mentre una puramente statica avrebbe reso necessario l’utilizzo di un SaaS, cioè un software in abbonamento.
Per questo motivo abbiamo scelto una soluzione ibrida: il CMS sviluppato in Ruby è dinamico e può essere utilizzato dai redattori delle Gallerie per creare in tempo reale nuovi contenuti, ma le pagine pubblicate sono staticizzate e servite come cache agli utenti.
Questo approccio ci ha permesso di mantenere stabilità dell’architettura, possesso fisico delle macchine per gli Uffizi e ottime performance per gli utenti. 

(Detto fra di noi, abbiamo dovuto barare un po’: vista la natura prettamente visiva del sito, le immagini sfruttano imgix e le sue CDN globali per servire i contenuti multimediali, rendendo la parte gestita dal server leggerissima).

Ricapitolando, il Sito degli Uffizi:
  • ha un CMS su misura dei bisogni e necessità degli operatori;
  • offre completo controllo sulla sicurezza delle macchine, richiedendo al contempo poca manutenzione;
  • ha un front-end staticizzato, quindi impenetrabile e sicuro agli attacchi esterni;
  • è veloce per gli utenti perché le pagine sono statiche e leggere;
  • offre immagini in alta qualità con caricamenti pressoché istantanei grazie ai server globali con ping bassi.

Grazie al lavoro splendido del team degli Uffizi, che ha prodotto centinaia di contenuti ogni anno per raccontare con perizia la meraviglia di passeggiare per le sale dei suoi musei, il traffico sul sito è salito vertiginosamente ogni anno; raggiungendo già dopo il primo anno di pubblicazione 1.1 milioni di persone

Nonostante molti utenti usassero il sito per informarsi su biglietti, orari e mostre temporanee, gli Uffizi hanno creato nel tempo decine di mostre virtuali, chiamate iperVisioni, che accompagnano l’utente attraverso viaggi affascinanti nell’arte e nella cultura, con rigore accademico e bibliografie dalla precisione millimetrica.
Mentre molte realtà si affannano nel nascondere i propri tesori dietro il pagamento di un biglietto, la missione delle Gallerie degli Uffizi è stata, fino dal momento della pubblicazione del nuovo sito, di avvicinare il più possibile il mondo fisico a quello digitale, in un momento in cui comparare le due esperienze era praticamente impossibile. Un particolare importante, questo; tenetelo a mente perché ci servirà fra qualche paragrafo.
Le mostre virtuali degli Uffizi, chiamate iperVisioni, accompagnano gli utenti in percorsi tematici nell'arte e nella cultura.

Il lavoro del team di Cantiere

Con il lavoro straordinario da parte dell’Ente, il nostro obiettivo era quello di assicurare che tutti i dipartimenti fossero rappresentati in maniera corretta e il loro lavoro quotidiano sul sito web fosse accessibile a chi ne aveva bisogno con pochi click.
Abbiamo per questo lavorato alacremente all’ottimizzazione della user experience, testando i risultati e confrontandoci direttamente con il team degli Uffizi, e alla stabilità dello stack tecnologico; con la rapida crescita del traffico e l’importanza del servizio offerto dal polo museale, non potevamo permetterci disservizi e inciampi di alcun tipo.
Dopo test e vari sperimentazioni, siamo arrivati nell’ultimo anno a un risultato davvero soddisfacente. Grazie a ottimizzazioni del caching con Varnish e il passaggio dei contenuti su DigitalOcean per scalare l’architettura in base al traffico, l’affidabilità è ora letteralmente perfetta: il sito non ha subito nemmeno un’interruzione di servizio nelle ultime 6213 ore. Parliamo di più di sei mesi di uptime nonostante le sei milioni di pagine visitate.
Sapevamo che il sito web fosse stabile, ma in questo marzo complicato ha stupito anche noi.

Le Gallerie degli Uffizi durante l'isolamento

Dopo la chiusura dei musei imposta dal governo per limitare il rischio contagio, il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Dieter Schmidt ha subito accolto l’appello del ministro per i Beni e le Attività Culturali del Turismo Dario Franceschini:

Da oggi in tutta Italia saranno chiusi cinema, teatri, concerti, musei. Una scelta necessaria e dolorosa. Ma la #cultura può arrivare nelle case. Chiedo alle tv di programmare musica, teatro, cinema, arte e a tutti gli operatori culturali di usare al massimo i loro social e siti.

Con Uffizi Decameron, il team delle Gallerie sta offrendo attraverso i suoi profili social una ricca collezione di foto, video, storie e curiosità sull’arte e sugli artisti, consigliando gli utenti di sfruttare le tante risorse del sito web per allietarsi la giornata e godere della ricchezza del nostro patrimonio culturale.  Questo perché, citando proprio il direttore Schmidt, «evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza». 
Un esempio dei dipinti e delle informazioni fornite dalla pagina Facebook delle Gallerie degli Uffizi

Nonostante il momento difficile, ogni intervento è pieno di positività, di attesa gioiosa per una primavera e un rinascimento che ci farà riabbracciare le persone che amiamo, i luoghi a noi cari e quell’arte che noi italiani diamo per scontato, immersi come siamo nel bello.

Uno dei video pubblicati dagli Uffizi per presentare collezioni durante il periodo di isolamento

Gli sforzi dei team per offrire contenuti digitali agli utenti non solo non si sono fermati, pur non potendo convertire le visite digitali in ospiti del museo, ma si sono moltiplicati per senso civico e amore viscerale per la materia trattata.
Onestamente, il cinico e disilluso che è in me ha subito pensato: “bella iniziativa, ma qui siamo tutti terrorizzati e preoccupati, ad attendere le diciotto per il bollettino di guerra mentre cerchiamo disperatamente delle mascherine per fare la spesa. Chi ha la testa per l’arte, adesso?”.
Fortunatamente, il cinico e disilluso che è in me non capisce niente, e l’hashtag #UffiziDecameron è diventato virale, con l’iniziativa che è rimbalzata sui molti magazine italiani e non solo
Una storia di comunicazione vincente, ma non è questo a sorprendere, quanto le ricadute sull'uso del sito web degli Uffizi.
Quando abbiamo controllato le performance del sito su Google Analytics, siamo quasi sbiancati: in una settimana il sito degli Uffizi ha registrato la visita di 967.000 utenti e quattro milioni di pagine visitate. Fortunatamente, il sito web ha retto l’urto e quasi un milione di persone ha potuto godere dell’offerta sterminata di contenuti degli Uffizi senza interruzioni di sorta, in alta risoluzione e con tempi di risposta quasi istantanei.
Il sito degli Uffizi durante il coronavirus ha visto più un milione di sessioni in una settimana

Le parti più viste? Le mostre virtuali, quelle iperVisioni che passavano spesso in sordina mentre si cercavano riduzioni oppure indicazioni per la biglietteria, mentre ora prendono il centro del palco e mostrano al mondo la cura, l’attenzione per il dettaglio e l’amore per l’arte che decine di professionisti hanno riversato in piccoli tesori divulgativi, a disposizione di tutti. In alcuni momenti della giornata, più di seimila persone erano collegate contemporaneamente al sito web, che è quasi il doppio della media di visitatori degli Uffizi in tutta una giornata. 
Un interesse, anzi, una fame per l’arte e il bello che ha un suo fondamento logico, in questo momento tragico, ma che non può comunque lasciare indifferenti.

La tecnologia che unisce

Parliamo spesso ai nostri clienti (ma a tutti, anche ai familiari che non ci sopportano più) di come il futuro delle organizzazioni di ogni tipo risiede nella capacità di fornire un servizio agli utenti che li accompagni senza soluzione di continuità dal virtuale al reale e viceversa, con i due ambiti che si mischiano e si incrociano durante tutto il percorso in maniera naturale.
Quando ne parliamo, però, colpevolmente tendiamo a concentrarci sulla tecnologia, su soluzioni specifiche oppure sulla nostra, scusate la parolaccia, “expertise”.
Eppure al centro di tutto c’è altro: c’è la scelta di usare gli strumenti che abbiamo per unire le persone, di servirle nel modo più efficiente e veloce possibile anche quando limiti fisici non ce lo permettono. 
Utilizzati con coscienza ed etica, con amore e rispetto per il prossimo, la tecnologia ci avvicina anche quando non possiamo toccarci, ci dona il calore della primavera quando non possiamo uscire, come con i colori meravigliosi e vivi di un Botticelli.
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