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La strategia digitale vale di più di ogni tecnologia

In questi anni di lavoro le esigenze dei clienti si sono diversificate ed è sempre più articolato comprendere i reali bisogni e soprattutto gli obiettivi a breve e medio periodo.
I nostri clienti o prospect in gran parte ci chiedono di sviluppare nuovi siti web o rifare infrastrutture web esistenti, ma non otteniamo quasi mai risposte esaustive quando chiediamo quali siano i reali obiettivi che si nascono dietro i desiderata tecnici.
Un minimo comune denominatore è l’assenza od opacità di una strategia digitale.
Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa intendiamo per strategia digitale

La strategia digitale è la pianificazione, nella gestione strategica, delle risorse digitali per raggiungere uno o più obiettivi di business. L’innovazione non fine a se stessa, quindi, ma ottimizzata per portare benefici economici alle aziende che ne fanno uso.
La definizione di strategia digitale è semplice, mentre metterla in pratica è un altro paio di maniche.
Sfruttare le tecnologie per innovare o migliorare il proprio business, e farlo rapidamente, è ormai una necessità diffusa. Questo periodo di pandemia ha reso evidenti i limiti di un modello ancorato a metodi tradizionali, e l’esplosione di servizi web ha spesso mostrato i limiti di aziende che erano mancanti di una strategia digitale.
Gartner lo spiega bene con il nuovo paradigma del Composable Business: alla base ci devono essere strategie chiare e architetture sì complesse, ma funzionali alle strategie.
Le tecnologie innovative, come ad esempio tutto il mondo Headless e l’ecosistema Jamstack, creano opportunità quasi infinite, ma senza una base solida si possono rilevare anche controproducenti.

Il caso degli Uffizi

In questi giorni ho riguardato il timelapse del primo giorno di lavoro presso Le Gallerie degli Uffizi avvenuto durante la primavera del 2017. Quando ci siamo incontrati, sotto il lato digital non esisteva praticamente niente.
Ci saremmo potuti fermare a un design del sito istituzionale, ma era chiaro ci fossero voci, idee e bisogni latenti che andavano scovati. 

C’era, in sostanza, bisogno di trasformare tante buone suggestioni in una strategia digitale non solo ad ampio respiro, ma anche di lungo periodo.
Il più grosso apporto alle Gallerie degli Uffizi, dal mio punto di vista, lo abbiamo dato nella rigorosa applicazione del nostro metodo fatto di tempi definiti e step sempre sequenziali. Abbiamo offerto a Uffizi i nostri processi di Discovery, il metodo con cui validiamo le idee e abbattiamo i rischi di sviluppo.
Foto delle board attaccate al muro con i post-it durante il Discovery per le Gallerie degli Uffizi.

È lo stesso metodo che usiamo per tutti i nostri clienti Digital, ma anche per i prodotti interni come DatoCMS.
Alcuni degli allegati prodotti durante il keynote finale di un Discovery

Da fiorentino, le mie prime sensazioni con Gallerie degli Uffizi oscillavano fra il panico e il terrore, con una tensione latente che non mi ha lasciato fino al giorno del lancio del sito avvenuto nel settembre del 2017. 

Un collage di foto della presentazione del nuovo logo e del nuovo sito delle Gallerie degli Uffizi.

La tensione è calata subito, certo, ma la consapevolezza della straordinarietà del lavoro che avevamo condiviso col team della Galleria si è palesata solo nel tempo.
La prima volta che abbiamo resi pubblici i risultati raggiunti è stata con un lungo blog post, in cui si spiegavano i frutti di un lavoro di progettazione lungimirante. Insieme alla Gallerie eravamo riusciti a prevedere gli sviluppi futuri e le priorità nella costruzione di strumenti davvero importanti per le varie funzioni del Polo museale.
L’ultima soddisfazione l’abbiamo avuta durante la pandemia, quando il traffico del sito è cresciuto esponenzialmente con migliaia di visite contemporanee da tutto il mondo.
Traffico che ha premiato l’idea di una sezione di tour e percorsi tematici digitali sul sito, pensati per avvicinare il fisico al digitale in tempi non sospetti, quando molte altre realtà si affannavano a nascondere i propri tesori dietro il pagamento di un biglietto.
Le mostre virtuali degli Uffizi, chiamate iperVisioni, accompagnano gli utenti in percorsi tematici nell'arte e nella cultura.

La tecnologia utilizzata ha aiutato, con il sito che ha retto milioni di visite senza perdere in performance, ma è stata la strategia digitale e la lucidità nel perseguirla del team di Uffizi a far la differenza.
Ci piace pensare di aver contribuito come facilitatori ai successi che sta ottenendo il Museo sotto la guida del Direttore Eike Schmidt che ha sempre ha posto grande attenzione alle tematiche digital. 
Non si diventa del resto il primo museo al mondo per caso, come riferito da media nazionali e internazionali: 
L’ultimo riconoscimento è l’Award per la comunicazione digitale che, come ha dichiarato lo stesso Direttore, è «frutto dell’impegno della nostra squadra».
Ancora oggi il sito continua a evolversi senza sosta, con nuove sezioni e nuove attività, come ad esempio Terre degli Uffizi e UffiziKids. Aver creato una strategia digitale robusta, chiara e condivisa ha richiesto tempi di sviluppo cortissimi; dall’idea alla messa online in 2 settimane
La pagina di apertura della nuova sezione del sito delle Gallerie chiamata "Terre degli Uffizi".

La strategia digitale è uno strumento per tutti

L’esempio degli Uffizi non deve essere considerata un’anomalia irripetibile: le opportunità per una crescita sostenibile e sana del business esistono per tutti
Basta essere disponibili a mettersi in discussione, a definire obiettivi, KPI, flussi editoriali e, se necessario, fare compromessi. A volte creare una strategia digitale ci porta a ripensare anche il proprio business, ma fa parte del gioco; magari il ventaglio di opportunità, invece di restringersi, si amplia.
Se vuoi sapere di più sul processo di Discovery, fissa una call di 30 minuti con noi contattandoci adesso.
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